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diario di bordo - (con 3 opinioni dei lettori)   Condividi
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Autore:  Maria Teresa Sampietro [ 02/11/2009, 19:45 ]
Titolo:  diario di bordo

Ho deciso di tenere un diario di bordo dal momento in cui, guardandomi allo specchio, ho scoperto di essere diventata una barca; prima scrivevo un diario normale.
L’ho fatto per anni ed anni: dalle emozioni dell’adolescenza fino alle prime lacrime di un matrimonio – come dire?- solitario e decisamente inappagante.
Chi pensa che ci si sposi in due, pensa male e se vero, come è vero, che “a pensar male sarà anche brutto, ma raramente si sbaglia”, in questo caso specifico il detto andreottiano per antonomasia, si risolve in una gran cazzata.
Pazienza, Giulio: capita a tutti, almeno una volta nella vita.
Tornando al presente, direi che nel vasto panorama navale, l’imbarcazione che più si presta a rappresentarmi sia decisamente la fregata, per una serie di motivi validi:
trattasi di nave da guerra –e cazzo, se io non lo sono- con tre alberi e tre gabbie –e in effetti ho marito e due figli: decisamente le gabbie sono tre – e ben due batterie di cannoni – e per lo meno a stazza, ci siamo ancora, come diceva il buon De Gregori in una delle più belle canzoni che mai siano state scritte nel secolo corrente.
In più, il nome stesso della nave assume una variante nel significato che ben si addice alla storia della mia vita, dove non ricordo un sogno od una aspirazione che alla lunga, dopo il giusto periodo di gestazione, speranza e fatica, non si sia risolta, appunto, in una fregatura.
Sissignore, la fregata fa per me assai più della sinuosa canoa, della (per ora) eccessiva portaerei, della mignottesca jole, che passa veloce da un conduttore all’altro, dell’etnica piroga e dell’allegro (come cazzo si chiama?) vaporetto da fiume (ce l’ha un nome, lo so, ma siccome oltre che grassa sono anche vecchia e rincoglionita, al momento non me lo ricordo)
Nemmeno potrei scegliere un barcone da pesca, benché la sciatteria dondolante delle fiancate renda abbastanza bene l’idea dello sfascio imminente: mancano le gabbie, specchio perenne della mia esistenza e il legno usurato delle vecchie barche ha una eleganza antica che il mio corpaccione sgraziato non possiede.
Quindi è la fregata la barca che più mi si addice: austera e combattiva, pesante ed armata, ingabbiata ma veleggiante di sogni in cima ai tre alberi dondolanti nel vento.
E i sogni, si sa, sono entità a parte: non c’è lardo né gabbia che possa fermarne il volo.
Tant’è: mi manca un nostromo ed anche un mio-mo. Essenzialmente manca l’omo in sé, sapiens o insipiens che sia, ma vista l’insostenibile leggerezza del genere maschile nonché il graduale degrado della categoria, tutto sommato, l’assenza quasi non si nota
Sono in effetti nave ed equipaggio, mezzo nautico e mozzo, timoniere e cuoco.
I passeggeri, di contro, fanno nucleo a sé, spaparanzati sulla tolda e ben distinti dalla ciurma, ognuno intento alle proprie, irrinunciabili occupazioni; ognuno preso dalla soddisfazione del suo temporaneo, incoercibile bisogno.
Io navigo e basta, seppure con moderazione: essersi rotta le balle, infatti non presuppone che una rotta ci sia, né che la mia parte timoniera, quand’anche una mappa fosse nascosta da qualche parte, sia in grado di seguirla con successo.
Questo è: nell’anno di grazia 2009, la fregata ammiraglia Teresa, ruppe gli ormeggi, issò le vele e, come d’incanto, prese il vento, dopo mesi e mesi di calma piatta.
Ora tondeggia in alto mare con andamento lentissimo ed incostante, ma è sempre meglio di nulla, no?
Se tutto va male e persino la fregata prende l’andazzo dell’ennesima fregatura, potrò sempre rivolgermi ad un centro estetico marittimo e gonfiarmi viso e labbra come un gommone.
In fondo, fa tendenza ed io per tendere, tendo, belli miei.
Oh, se tendo…talmente tanto, che a volte ho l’impressione di scoppiare…

 

Autore:  Malos Mannaja [ 06/11/2009, 12:38 ]
Titolo:  Re: diario di bordo

compliments: brillante navigazione nelle acque perigliose della vita di scoppia.
: )
ultimamente, marrazzo docet, va più di moda il transatlantico, ma tant'è, si sa che lo stato di salute del nostro amare è tutta questione di promontori e/o d'insenature che fanno goletta verde...

 

Autore:  Michela Tropea [ 27/11/2009, 14:16 ]
Titolo:  Re: diario di bordo

Bellissima!!!!!!!!
Dà proprio la sensazione dello scoppio, quando non se ne può più.
Brava (vele al vento e occhio al timone!).

 

Autore:  Rossana Carturan [ 27/11/2009, 14:29 ]
Titolo:  Re: diario di bordo

Che grande! ah, se tutti leggessero di più meraviglie come queste, quante meno barchette da crociera portuale avremmo.
GrandeGrande!

 

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