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Poesia

Oggi rileggiamo
percorsi
percorsi


ci sono diversi modi
di attraversare una foresta

salvo poi voltarsi
per rendersi conto
se ne valeva la pena

degli ostacoli in genere
preferisco non parlare

da qualche tempo
porto le mutande girate alla rovescia
e sembrerà strano a dirsi
ma non ho una calligrafia


vincenzo celli


pubblicato da Vincenzo Celli
......

Rose del deserto
Spaccata la mela
divergevo candore
tenero succo
e legavo semi,
allacciavo fili,
ragnatele di bava,
intrecciavo colori
tra gli abbracci
colmi di frutta acerba

Rose del deserto
furono scagliate
(e il capelvenere sorrideva
leggiadro nella nebbia
come capelli mossi)
sui silenzi inaspettati
su quelle sabbie di diamante
capace di fingere fiori
senza petali
nè dune
ma solo venti strerili
e tele di trappole.

Nessun rovo
accolse
la tua pelle di ragno


pubblicato da Patrizia Solazzi
......

Piazza Fontana
Mi lasci qui, nel vuoto
del vuoto che meglio rendono
le nebbie che s’aggrovigliano
ai lampioni
che le fiamme
le mani
appena chiuse nella stretta
corsa a riprendersi le tue;

e poi dicono che i poeti
ignorino i passanti
della domenica mattina
al duomo
con l’aria di partenze
e di arrivi negli occhi
e un caffe` senza zucchero in galleria:

io scriverei anche in salita
se ce ne fosse bisogno
e su per i soffitti
ma nessun cuore mi domanda

cosi` sto zitto,
fermo come gli orologi
a Piazza Fontana.


pubblicato da Gianluca Sansone
......

il nome delle cose
È se parli con una sigaretta
la solitudine
la porta che si apre
e dentro un buio
solo di spie accese che dovresti spegnere
ma dopo
non sembrerà nemmeno che ci sei stato
due euro in una bolletta
per dirti che sei vivo.

____________________________________


pubblicato da Romeo Raja
......

piovono carpe
ti ho sussurrato nell'orecchio
stiamo
svogliati nudi
cercando di abbronzarci
all'eco d'un sorriso
fintanto che una nuvola
a forma di boomerang
non ci riporti indietro
pioggia di ieri


pubblicato da Malos Mannaja
......

Masturbazione a (tele)comando
Nel mentre mi trascino in cerca di una dose
lungo i vialoni della zona artigianale
noto degli operai riuniti sopra un tetto
ma per fortuna una signora col cappotto fucsia
passa di lì portando a spasso un cane
(pare un cinghiale, con un cappotto uguale)
cambiando subito canale

Dopo un minuto inizio a stare meglio
- Grazie infinite: ero già in crisi d’astinenza
- Si guardi un po’ di quiz, prima di andare
- Il mio telecomando è dentro l’altra giacca
- Giovani d’oggi, ah, come mio figlio…
Strattona il cane che m’annusa il pantalone
indi s’avvia verso un lampione

Quando ritorno a casa è ora di dormire
recupero il telecomando nella giacca, l’accarezzo...
Penso: come resisteranno sopra un tetto?
Forse di notte, col sereno, guardano le stelle
della televisione o si rincuorano ascoltando
Berlusconi, poiché, dico al guanciale...


pubblicato da Malos Mannaja
......

Prosa

Oggi rileggiamo
Mi chiedi dell'amore

Mi chiedi dell'amore, amico mio
Mi chiedi dell'amore, amico mio. Mi chiedi dell'amore ed io non so, io non l'ho mai pensato, né ho voluto pensarci.
Ma tu mi chiedi ed io, lo sai, non so negarmi.

Definiamo l'oggetto: sono socratica, io, o forse dovrei dire platonica, visto che di Socrate ci resta vento di parole sulla pelle di un altro, ma di parole parliamo, amico mio, di parole.

Amore. Cinque lettere. Tre vocali. Due consonanti. Una emme dolce all'inizio, una erre dura alla fine. Sì, amico mio, perché io sono siciliana e per me la erre è sempre terribilmente forte, rabbiosa.

Inizi dalla a, alfa, l'origine, il nucleo primordiale dell'universo. Inizi con un bacio, un gesto, uno sguardo che ti sorprende e spalanca la porta di tutto l'alfabeto a venire. Avvenire. A.

E dalla a, improvvisamente spicchi il volo. Non lo credevi possibile, ma ti ritrovi catapultato in una avvolgente emme, Maternamente amniotica. I suoni arrivano amplificati, i nervi sono tesi a cogliere il battito, lo scambio nutre, il ventre culla, la simbiosi è perfetta. Tutto è perfetto.
Troppo.

Perché il salto ti attira ancora e vuoi di più: vuoi quella O così vicina... potresti accontentarti della enne, ma non proveresti l'ebbrezza del salto e poi la enne è noia, nausea, no.
E così fai il tuo piccolo e innocente salto sulla o, così rotonda, così ciclica, eterna. Ogni. Ogni giorno, ogni notte, ogni istante, ogni minuto, ogni respiro, ogni pensiero. Vuoi Ogni cosa.

Ed è così che senza accorgertene fai un altro piccolo salto e atterri - sì, proprio atterri - sulla erre. Così arrabbiata la erre. Così rissosa. Così rancorosa. Così irrimediabilmente rovinosa. Così erroneamente rivendicativa.
E mentre rivendichi ciò che l'altro per amore ti deve, eccoti balzare all'indietro, sospinto dalla forza della Ragione assoluta che naturalmente pensi di avere in quanto esser...


pubblicato da Patricia Panebianco

......

Una volta al mese

C’è un ristorante, in un borgo fra Milano e Piacenza, ricavato da una vecchia casa in pietra. Specialità della casa: affettati e gnocco fritto. Io e mio padre ci incontriamo sempre qui, la terza domenica del mese, a pranzo. Da anni.
Quando arrivo lo trovo già seduto, sceglie un tavolo con vista sull’ingresso. Dice che gli piace vedermi arrivare. E’ impeccabile come al solito. Completo grigio, cravatta rosso scuro. Quando ero ragazzo mi chiedevo se facesse anche la doccia vestito di tutto punto.
-Ciao pa’, come va?.-
-Abbastanza bene e tu? Ti trovo meglio dell’altra volta.-
-Sarà perché ho ripreso a giocare a pallone.-
-Già.-
-Già.-

Nessuno dei due ha mai parlato molto e, poi, non è che sia rimasto troppo da dire.

Prendiamo il menù, lo guardiamo per un po’. Poi, come in cerca di una vecchia confidenza, diciamo a Marco, il proprietario: -fai tu.-
Domenica scorsa mentre aspettavamo gli antipasti, al nostro tavolo, si è avvicinato un uomo.
Aveva un’aria strana, vagamente desolata. Alto e magrissimo, la faccia scavata e un gessato che pareva averne viste troppe.
-Scusate se mi intrometto.- Ha detto con forte accento emiliano.
-Prego.- Gli ha fatto mio padre.
-Vengo qui tutti i giorni. Ma oggi proprio non riesco a mangiare da solo.
Mio padre l’ha guardato per qualche istante. Poi ha guardato me, ha sorriso e ha detto:
- prego si sieda..-

L’uomo, avrà avuto sessantanni o giù di lì, si è seduto come se fosse la cosa più normale del mondo e ha cominciato a parlare come se ci conoscesse da anni. Questo arriva e in poco più di un’ora dice più cose di quante io e mio padre ce ne siamo dette nell’ultimo anno. Ha raccontato tutta una storia di quando era giovane e aveva ricevuto un vigneto in eredità. Di che qualità portentosa di Gutturnio producesse. Un vino, raccontava, che avrebbe resusc...


pubblicato da Gianni Montieri

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BIVACCO in...versi

RESTO QUI

Il vento tutto porta via
ed imperversa la tempesta
ma io bivacco qui

dove il profumo della vita
già tinge lacrime di azzurro
e il sole tocca l'acqua:

è qui che so inventare il tempo
e sorridere un pò sfogliando
odori e pane fresco.


pubblicato da Michela Tropea

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Il balcone

Antonella aveva un uomo che la guardava dal balcone
Lei usciva sul balcone e lui usciva sul balcone
Lei rientrava e lui rientrava, come in uno specchio. Ognuno nel suo.
Poi la cominciò a seguire e a lasciarle bigliettini sulla macchina.
Aveva paura lei, lui cominciò a seguirla con la macchina.
Lei usciva e lui usciva. Lei rientrava e lui rientrava
Lei andò dai carabinieri perché aveva paura.
Loro dissero che lui era uno psicopatico, che lo sapevano, ma che non potevano far nulla finchè non avvenissero dei fatti contro la legge.
Lei disse...aspettiamo che mi uccida? O che mi violenti?
Loro risposero...ma lei che fa quando si affaccia, si spoglia?
Veramente stendo i panni e do l'acqua alle piante, come le viene in mente
Allora torni quando succederà qualcosa.


pubblicato da Patrizia Solazzi

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Opinioni dei lettori
Le ultime opinioni
 
Francesca Pellegrino su: il segreto
pubblicato da Patrizia Solazzi il 31/05/2010
ci sono voli che puzzano di addio. come questo e tutto quel silenzio incastrato e muto, dentro l'assenza.
la capacità di visionare, qui, è al
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Francesca Pellegrino su: Interni
pubblicato da Marco Aragno il 14/07/2010
un interno mondo in cui ritrovarsi in aderenza, come dentro la pelle. Una casa, appunto.
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Francesca Pellegrino su: nuovi amori
pubblicato da Vincenzo Celli il 19/06/2010
Riscopro il medesimo stupore, quando ti leggo, quello di incrociare la realtà delle cose.
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Aristide Bellacicco su: cani e volpi
pubblicato da Patricia Panebianco il 03/06/2009
l'ho rivisto in prima pagina e non posso evitare di ripetermi. E' sempre un piacere leggerlo, un esempio di ciò che secondo me è e deve essere un ra
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Patrizia Solazzi su: da due che fanno all'amore
pubblicato da Aristide Bellacicco il 06/11/2009
Mi è piaciuto moltissimo, avvincente, direi! Verrebbe quasi voglia di aprire un dibattito, un blog su quante volte uno si sente ridicolo, o meglio si
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Patrizia Solazzi su: ton sur ton
pubblicato da Aristide Bellacicco il 09/06/2010
bella...candida, amara,nei suoi strati di colore, come strati di pelle
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Mariella Tafuto su: Il poco della dedizione
pubblicato da Gianluca Sansone il 15/03/2010
I tuoi versi sono così riconoscibili, così tuoi, che ogni volta mi lasciano in silenzio.
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Francesca Pellegrino su: Cecità
pubblicato da Marco Aragno il 05/05/2010
notevole, particolarmente in chiusa.
complimenti davvero
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Recensioni e saggi
 
ALDO PALAZZESCHI (a 35 anni dalla morte)
Il 17 agosto 2009 sono trascorsi trentacinque anni dalla morte di Aldo Palazzeschi, che è stato tra i maggiori protagonisti del Novecento italiano non solo poetico. Si riportano, di seguito, due sue composizioni e un profilo biografico-critico.


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CHI SONO?


Chi sono?
Son forse un poeta?
No certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:

pubblicato da Raimondo Venturiello

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Luigi Socci - freddo da palco
Capita di andare ad Ancona, di entrare alla Feltrinelli, trovare il libro di Socci (di fianco a Ginsberg, secondo un ordine alfabetico a me sconosciuto), comprarlo caricando punti sulla tessera che scalerai a Milano. Capita di leggere il libro due/tre volte in treno (l’aria condizionata molto più fredda di qualsiasi palco). Avere la certezza che qui non si scherza, fra queste pagine si fa poesia sul serio. Pensare di scrivere una piccola recensione al libro naturalmente con la tempistica part...


pubblicato da Gianni Montieri

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Spazio arte
 
DONNAFUGATA

Mostra al castello di Donnafugata (Ragusa) dal 10 al 22 agosto
Immagine


pubblicato da Michela Tropea

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Prima vita



pubblicato da Stefania Crozzoletti

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