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traduzione da Eschilo

Adesso stringi i pugni
e racconta con spirito empio, levigando memoria
in parole. Le cose ingiuste
hanno un doppio destino: la dimenticanza
o la vendetta. Devi sempre augurarti
che prevalga la prima,
che è meno del perdono,
piuttosto che arrivi il giorno
in cui ti verrà chiesto: "cosa hai fatto?".
Ma se tu, da solo, ti procuri quel giorno,
allora ti scegli la strada peggiore,
dove nessuno c'è a vigilare
e a proteggere e, con sguardo che può perdonare,
a lavare la colpa, ma la memoria si infigge
nel corpo e tu sei due volte colpevole.
"Perche" ti viene chiesto
"racconti ciò che non avresti dovuto commettere
e dopo – folle! - le furie ti prendono
vivo?" mentre è meglio lasciare il male
alla fine, e provveda la morte sovrana
che distrugge il disegno perverso. Non sempre
il nulla è il destino peggiore: agli empi è conforto
non essere stati, lo scomparire
è sollievo per essi. Il mortale è la pena
del vivo, ma di più soffre chi, pur vivendo,
sconta nei giorni
il tormento del male che ha fatto.
E che è memoria, vuoto sognare,
fantasma dell'essere confitto
nel corpo. Ma se lo scrivi – folle!-
da solo ti fili la tela che soffoca,
e in parole ti annodi il destino.
Noi però ti ascoltiamo,
la pietà ci protegge
che è cara alle estreme potenze:
e di loro nulla sappiamo
se non che per esse l'arte di mettere in fila parole superbe,
sigillo che il fuoco non scioglie,
è lontana. Come nel cielo il colore del giorno
è illusione, c ...


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ton sur ton

l'essere si dà a strati
come il colore della mia stanza
da piccola,

quando la dipingesti.

Eri su in alto
in punta
ad una scala

di legno che somigliava
al naso di pinocchio

con gocce di vernice
sui capelli.

E quando uscivi
liberavi un'eco
a tormentarmi

di cattivo azzurro

dicevi - fai la brava.
Il tuo sguardo

abitava nella stanza.

Potessi ora rimpiangerlo
sarebbe già un perdono
a sovrastarti

col mio, col ton sur ton,

ma distaccarmi l'iride
e spedirla

dove sei ora - grazie -
non è mestieri. Forse
mi tiro via del tutto

ignota
fino al bianco.

Ma tu
che gusto ci provavi

a somigliare a me.


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